Il caffè espresso è una meraviglia di ingegneria chimica e fisica. È il sistema di preparazione del caffè che consente l’estrazione del maggior numero di sostanze nobili dal caffè. Il risultato della preparazione è una soluzione di proteine, acidi, caffeina, zuccheri ed una emulsione di colloidi. “Espresso” vuol dire “fatto al momento” ed è caratterizzato dall’impiego di macchine specifiche. La tecnica di preparazione dell’espresso si è raffinata negli anni grazie ai numerosi modelli di macchine da caffè espresso inventati quasi esclusivamente in Italia. |
Macchine a vapore1901 Nel 1901 in Italia venne creata la prima macchina per caffè espresso... 
Il modello era caratterizzato da una colonna contenente un meccanismo che sfruttava il vapore per la preparazione del caffè. Sin dall’inizio si pose molta attenzione all’aspetto estetico dell’oggetto e la storia delle macchine da caffè espresso si può a pieno titolo inserire nella storia del design italiano. La colonna in particolare assunse man mano elementi decorativi influenzati dall’arte del periodo. Queste macchine offrivano ottimi caffè, ma non garantivano un risultato sempre costante.
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Macchine a pressione1945 Nel 1945 il meccanismo a pressione sostituisce il vapore... 
Nel 1945 un nuovo modello di macchina si caratterizzò per un meccanismo a pressione in sostituzione del vapore: una grossa molla di compressione dell’acqua.Questo meccanismo consentì di ottenere una vera e propria “crema caffè”, densa e aromatica.
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Macchine ad erogazione continua1960 Nel 1961 un’altra grande invenzione: l’erogazione continua...
Ad opera di Ernesto Valente, fu caratterizzata dalla sostituzione della molla di compressione con una pompa rotativa. Nacque così l’erogazione continua, tutt’ora in uso.
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Macchine a cialde in carta1980 Negli anni ‘80 si introdussero le prime macchine a cialde in carta... 
L’innovazione fu determinante per l’esportazione. Infatti con il caffè già adeguatamente macinato dal produttore e dosato in singole porzioni, l’operatore non necessitava più di una particolare esperienza. Il rito italiano dell’espresso poteva così essere esportato con sicurezza di risultato ed estrema praticità.
Si passò in pratica dalla cosiddetta “regola delle quattro emme” alla “regola delle due emme”.
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